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Trieste rende omaggio alla jota

Sabato 1 dicembre l’inaugurazione di “Jotamata”: in una quarantina di locali in programma degustazioni speciali del tradizionale piatto cittadino

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“Jotamata” è il titolo dell’iniziativa dedicata al tipico piatto triestino, presentata stamane nella sede di via Genova dall’assessore comunale al Turismo e Promozione del territorio Maurizio Bucci, presenti Enrico Pobega, dell’Accademia Italiana della Cucina,  Federico Prandi della società “Prandi comunicazione e marketing srl”, Michele  Ciak, presidente della Pro Loco Trieste e gestore dell’Info Point di piazza dell’Unità d’Italia.

L’edizione “zero” di Jotamata, in programma da sabato 1 a domenica 9 dicembre, vuole celebrare la ‘jota’, il piatto tipico della città di Trieste, esaltandone l’unicità proprio nella stagione dell’altra ‘specialità’ tutta triestina: la Bora. In circa quaranta locali tra ristoranti, trattorie, caffè storici e buffet tipici sarà possibile, per turisti e cittadini, ‘gustare’ un piatto di jota.

La jota venne codificata ufficialmente con atto notarile nel 2003, depositato presso la Camera di Commercio a cura della Delegazione di Trieste dell’Accademia Italiana della Cucina (fondata il 29 luglio 1953). Descritta come una minestra a base di crauti (“capuzi garbi” in dialetto triestino, “cavolo cappuccio” in italiano) e fagioli, patate e carne di maiale, la jota deve molto probabilmente il suo nome a jutta, (termine tardo latino che significa “brodobrodaglia, beverone”, forse di origine celtica).

“Come scrisse Cesare Fonda, grande studioso, esperto di cose triestine, nel suo celebre libro Ocio a la jota – ha affermato Enrico Pobega – il piatto racconta la storia, la politica, l’economia, il clima della città e l’estro dei triestini. Dice Fonda che la jota parla di freddo e di inverno, con tutti i fagioli e tutto il maiale… è avere davanti agli occhi e vivere con tutti i sensi un autentico concentrato della città, delle tante anime che la rendono ricca di memorie e di fascino”.

La Jota

La jota

Tutti i locali aderenti esporranno una vetrofania che riprodurrà il motto dell’iniziativa, Jotimisti, per identificare da subito l’adesione a Jotamata. I due fine settimana toccati dall’evento (1-2 e 8-9 dicembre) renderanno inoltre protagonisti i Caffè storici con una degustazione-aperitivo a base di jota: tra le ore 11 e le 12, infatti, tutti saranno invitati al jota-time per scaldarsi con una degustazione della celebre zuppa, con il possibile accompagnamento del vino del territorio.

Sabato 1 dicembre, in particolare, alle 11, al Caffè Tommaseo è in programma l’inaugurazione ufficiale di Jotamata per la stampa e il pubblico, con l’accompagnamento del duo di musica tzigana Simonetto-Daris, con il noto violinista Alessandro Simonetto e il virtuoso della fisarmonica Roberto Daris, tra arie balcaniche e tzigane.

L’aperitivo musicale si replicherà domenica 2 dicembre allo Storico Caffè San Marco, mentre domenica 9 dicembre lo “jota-time” sarà proposto al Caffè degli Specchi in Piazza Unità.

Sono previsti anche gli Jota-tour, tour gratuiti per i visitatori della città, che partiranno da Piazza Unità e si concluderanno con un assaggio di jota nei caffè storici.

Jotamata coinvolgerà non solo i locali del centro cittadino ma si estenderà anche fino al borgo marinaro di Portopiccolo, a Sistiana, passando da OpicinaMonrupinoGiarrizzoleErta Sant’Annavia dell’Eremo.

Locali storici d’Italia – rassegna stampa 27/11/18 : Logo