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Portofino, prove di “resistenza” con i locali aperti

Portofino – «Noi non molliamo. Siamo ripartiti il giorno dopo la sciagura e non abbiamo mai smesso di essere presenti»: Mauro Evangelista, del Jolly, uno dei locali storici di calata Marconi, è il simbolo della Portofino che resiste. Indomito, con il figlio, Livio, la nuora, Simona, e un paio di collaboratori ha prima ripulito il pavimento invaso dal mare, poi ricominciato il solito tran tran fatto di colazioni, aperitivi, pranzi e cene dove non manca il suo piatto forte: le pennette al curry. Evangelista vive a Santa Margherita, come il figlio e la nuora.

Lui, però, è rimasto spesso a dormire nel Borgo, da quando la provinciale 227 è stata inghiottita dai marosi e dice: «Dobbiamo dare un’immagine viva del paese». Chapeau. Anche da Ö Magazin, pure in calata, le sorelle Emilia e Simona Mussini si sono rimboccate le maniche e, a tempo di record, sui tavolini del dehors ecco apparire vasetti di fiori, emblema della rinascita. Un altro segnale forte. La tenacia dei portofinesi, come sottolinea il sindaco, Matteo Viacava, è più forte del maltempo.

Lo stesso vale per il bar Morena, di Ugo Repetto, e per il dirimpettaio bar Mariuccia, aperti anche a ridosso del disastro. In via Roma ci sono il bar Fabio e uno dei due minimarket di Nicola Daneri (l’altro è in Carrugio Drito), che, con la moglie, Altea, incrocia le dita ogni giorno confidando nel mare: abitano a Sestri Levante, arrivano a Santa Margherita in auto e salgono sul primo battello per Portofino

Locali storici d’Italia – Rassegna stampa 23/11/18 : IL SECOLO XIX -Levante