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Lavazza, il calendario 2018 è sull’Agenda dell’Onu. Firmato Platon e Armando Testa

MILANO – Resta sempre in tema “ambientalista” il Calendario 2018 di Lavazza che, dopo quello del 2017, “We Are What We Live”, basato sugli scatti di Denis Rouvre, si affida al suo collega inglese di origini greche Platon Antoniou (noto in arte con il solo nome di battesimo), celebre ritrattista che, per l’occasione – come anticipato domenica dalla Lettura del Corriere della Sera – ha scattato i volti di personaggi, noti e meno noti, impegnati nelle tematiche contenute negli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” dell’Onu.

Obiettivi che sono 17 e, quindi, altrettante sono le immagini del prossimo calendario che, come sempre, si avvale dell’art direction di Armando Testa (con il direttore creativo Michele Mariani, che segue “storicamente” questo progetto, hanno lavorato Andrea Lantelme, Federico Bonenti e Michela Repellino).

Gli “ambasciatori della sostenibilità” sono celebrity e gente comune impegnati su fronti come quelli del cibo per i poveri, il riciclo della plastica, l’istruzione dei più piccoli, l’educazione e formazione al lavoro, l’ecologia, la biodiversità e l’impegno contro i cambiamenti climatici.

“Che cosa stai facendo?”

“Che cosa stai facendo?” – spiega sempre l’inserto del Corsera – è la domanda che i personaggi ritratti vogliono sollecitare nella coscienza collettiva in vista dell’appuntamento con il 2030, data ultima individuata dall’Onu per trasformare la terra in un luogo più sostenibile.

E, per questo, “2030: What are you doing?” è il titolo del Calendario, 26° della serie, realizzato a Londra e di nuovo in bianco e nero, come non se ne vedevano più da 16 anni.

Un invito alla riflessione

L’invito alla riflessione viene da nomi come lo chef Massimo Bottura; l’attore e produttore cinematografico Jeremy Renner; la “paladina degli oceani” Alexandra Cousteau; il fondatore di Slow Food Carlo Petrini; un mito del tennis come Andre Agassi; Gunter Pauli, iniziatore della “blue economy”, imprenditore, economista e fondatore di Zeri (Zero Emission Research Initiative). Si tratta di una rete internazionale di scienziati, studiosi ed economisti che si occupano di trovare soluzioni innovative alle principali sfide. Sfide alle quali le economie e la società sono poste di fronte, progettando nuovi modi di produzione e di consumo.

Ma ci sono anche Daniel Katz, co-fondatore di Rainforest Alliance; Jeffrey Sachs, economista e saggista statunitense e direttore dell’Earth Institute alla Columbia University; Manal Kahi, fondatore della onlus Eat Offbeat; Bonnie Chiu, co-founder di Lensational, attiva nel campo della formazione di donne emarginate attraverso la fotografia; Marco Attisani, inventore di Watly, il primo computer al mondo che funziona a energia solare. Purifica inoltre l’acqua da qualsiasi fonte di contaminazione, genera energia elettrica e permette la connettività internet ovunque sia installato.

Infine Dario Piselli, leder di SDSN Italia, che fa parte del network che si pone come obiettivi la promozione dei Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030; e Francesco Faccin, creatore di Honey Factory, una micro-architettura per produrre miele anche in città.