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Il Museo K. u. K.

Quarantamila oggetti. Rari, insoliti, antichi. Attrezzi d’epoca di contadini e artigiani della Val Venosta. Ambientazioni di lavori ormai dimenticati, mobili, collezioni della memoria tirolese. Ma anche suppellettili e cose appartenute all’imperatore Francesco Giuseppe e a sua moglie Sissi. E’ l’incredibile Museo K.u.K. Bad Egart di Töll Parcines, museo all’aperto e di storia tirolese nato nello storicissimo complesso quattrocentesco della famosa stazione termale più antica del Tirolo dove ha sede anche l’omonimo ristorante. Anima di tutto è Karl Platino, per gli amici “Onkel Taa”, enciclopedico conoscitore e devoto estimatore degli Asburgo, fine e abile collezionista di oggetti imperiali da decenni. Per questo ha voluto fregiare la sua creatura di quel “K.u.K.”, acronimo che sta per “kaiserlich und königlich” (imperiale e regio), prefisso di tutti gli enti che facevano capo all’amministrazione pubblica austro-ungarica fino al 1918. Qui Onkel Taa ha realizzato il sogno di una vita: un locale particolarissimo e uno straordinario contenitore per la sua passione di collezionista. Che è anche passione per la sua terra, per la sua gente della valle, per le tradizioni. Molti oggetti imperiali hanno una storia che scorre accanto alla sua lunga amicizia con Franz Josef Otto Robert Maria Anton Karl Max Heinrich Sixtus Xaver Felix Renatus Ludwig Gaetan Pius Ignatius von Habsburg-Lothringen, più sinteticamente noto come Otto d’Asburgo, figlio dell’ultimo imperatore d’Austria e Re d’Ungheria Carlo I e di Zita di Borbone-Parma, capo della Casa d’Asburgo e, per molti anni, membro del Parlamento europeo, che lo ha sempre invitato personalmente anche alle grandi aste delle glorie asburgiche.
Le case delle antiche bambole di porcellana, la cucina Biedermeier, le scarpe dei valligiani, i loro abiti, le vecchie pialle: Onkel Taa conosce i suoi oggetti uno per uno e, quando vi accompagna tra le sale, li stringe come si fa con le mani di vecchi amici, spiega che cosa significano per lui, il ruolo che avevano o il lavoro che hanno fatto per secoli. Eppoi all’esterno, le tinozze medioevali per fare il bagno, sculture in legno ovunque e persino l’orologio che era del famoso campanile del 1721 che spunta oggi dal lago artificiale di Resia: è conservato nella Chiesetta della Riconciliazione. Sì, perché Bagni Egart ha anche la sua chiesa! www.bad-egart.com .
Nelle foto: il Museo K.u.K. e il suo creatore Onkel Taa.

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