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Giandujotti come nel 1867

I gianduiotti Stratta, morbidi e delicati al gusto, sono il risultato di un’attenta lavorazione e di materie prime selezionate. Come doveva essere nel 1867, quando il “Giandujotto” nacque a Torino in occasione del Carnevale, prendendo il nome dalla maschera torinese “Gianduja”.
La ricetta utilizzata è molto antica e invariata da sempre e rispetta le tre variabili che distinguono un giandujotto di qualità: il tipo di nocciola, la percentuale di nocciole e il tipo di massa di cacao utilizzati.
Viene usata solamente la nocciola tonda gentile Trilobata del Piemonte i.g.p., in una percentuale molto alta e trattata con una tostatura chiara. La tostatura chiara fa sì che il gusto sia molto delicato, che non ci sia un retrogusto “amaro” e, al contempo, implica che venga utilizzata una percentuale alta di nocciole affinché il loro gusto non venga coperto dal cacao. Le masse di cacao utilizzate provengono esclusivamente da zone con produzione di alta qualità: cacao dal Sud America e burro di cacao dall’Africa.
Gli aromi sono banditi dalla ricetta e, poiché la nocciola è un frutto, può capitare che, tra un lotto e l’altro, si notino leggere variazioni nel gusto, in funzione dell’andamento della stagione. (Francesca Pasini)

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