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Amaretti di Voltaggio

Le mandorle sono italiane, provenienti solo dalla zona di Bari. L’impasto è fatto con raffinazione a pietra. La forma viene data a mano, così come lo stampaggio su teglia e la fasciatura a caramella. Il sapore è una sinfonia di mandorle dolci.
Creati alla fine dell’Ottocento da Attilio Cavo nel piccolo paese sull’Appennino ligure, dove esiste ancora il forno in cui vennero cotti per la prima volta, gli Amaretti di Voltaggio da cent’anni sono prodotti sempre allo stesso modo, dalla stessa famiglia e con la stessa bella scatola Liberty. Conquistarono il difficile gusto della nobiltà ligure e piemontese che, all’inizio del Novecento, trascorreva il periodo estivo a Voltaggio, negli eleganti alberghi appena sorti sull’onda della moda delle cure idroterapiche e delle prime discipline salutistiche. E arrivarono così fino alla Corte sabauda, della quale i Cavo divennero fornitori ufficiali. Sono un pezzetto di storia di Genova, anche perché dal 1924 venivano venduti nei negozi che la famiglia Cavo aprì nella Superba proprio vicino ai grandi alberghi che servivano il porto nell’era dei mitici transatlantici.
Brevettati nel 1931, sono oggi l’orgoglio della storica Pasticceria Liquoreria Marescotti Cavo, ubicata nella parte nobile dei celebri carrugi genovesi. E – curiosità – gli Amaretti di Voltaggio sono anche protagonisti di una storia mercantile d’altri tempi, quelli in cui la stretta di mano era “contratto” e impegno indissolubile all’onestà: quando il 29 marzo 2007 Alessandro Cavo ottiene, dagli eredi Marescotti, di poter riaprire l’antica Pasticceria rimasta sigillata per trent’anni, il marchio gli viene concesso per 99 anni in cambio del primo Amaretto di Voltaggio prodotto ogni anno, oltre all’impegno ad esporre i ritratti di Irma e Beniamino Marescotti in negozio.

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