L’Hotel Eden di Roma, sulla cui splendida terrazza, lanciata su un panorama mozzafiato della Capitale, Federico Fellini amava ambientare le interviste a cui teneva di più; il Grand Hotel di Rimini, che il regista amò, sin da bambino, al punto da ambientarvi indimenticabili scene del suo capolavoro “Amarcord”; il Gran Caffè Schenardi di Viterbo, dove sostava con piacere quasi ogni giorno insieme ad Alberto Sordi durante la lavorazione del film “I vitelloni”.
Il regista Federico Fellini amava rilasciare le interviste sulla sua celebre terrazza. Hemingway e Churchill lo sceglievano per le soste romane. Come, prima di loro, Rommel e il generale Montgomery. Insieme a re, imperatori, principi. E, oggi, cantanti, attori, top-businessmen. Nello splendore dei saloni lussuosamente riportati al fasto ottocentesco.
Straordinaria e splendida creatura dell’architetto romano Vespignani, è uno dei grandi caffè storici italiani. Fu cenacolo risorgimentale e propulsore di idee liberali, sede dal 1848 del “Circolo popolare” per il miglioramento civile, morale e politico del popolo, tenuto sotto controllo dalle autorità pontificie. Organizzò banchetti per Papa Gregorio XVI, Vittorio Emanuele III, Giuseppe Garibaldi, Guglielmo Marconi, la regina Margherita. Orson Welles sedeva qui mentre girava “Otello" Sordi e Fellini quand’erano sul set de “I vitelloni”.
Monumento nazionale e mito. Federico Fellini era un habitué e lo ha reso immortale in memorabili scene di “Amarcord”. Mussolini trascorreva le vacanze a Riccione con la famiglia e vi incontrava di nascosto l’amante Claretta Petacci. La suite 430, con letto a baldacchino, ha ospitato George Bush senior, Shimon Peres, Gorbaciov, Lady Diana. Atmosfera di altissima classe. Nonostante i saccheggi della seconda guerra, le camere conservano arredi del Settecento, parquet e lampadari originali. Saloni e sale da pranzo sono da sogno. Un ardito centro congressi affianca oggi l’albergo.