Nacque da una dimora settecentesca sorta sulle rovine della villa del figlio adottivo dell’imperatore Augusto: il poeta de Lamartine era già qui nel 1820, Luigi II di Baviera nel 1853, l’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, nel 1868, il presidente spagnolo Castelar nel 1875; all’inizio del 1900, re Paolo di Grecia e Vittorio Emanuele III. Marguerite Yourcenar nel 1938 scrisse qui “Il colpo di grazia”. A picco sul mare, è un raffinato Ottocento rivisitato, ricco di opere d’arte e antiquariato, con grotte e ninfei d’epoca romana nella discesa alla spiaggia.
Creato dalla famiglia Tramontano collegando nobili ville sul mare - in una nacque Torquato Tasso - ospitò de Lamartine, Byron, Scott, Shelley e, nel 1829, lo scrittore Fenimore Cooper. Era una “reggia” d'Europa: il futuro Edoardo VII scese nel 1862; nel ’71, l’imperatrice Maria Alessandra di Russia sostò due mesi col seguito, ricevette Vittorio Emanuele II, e la figlia granduchessa Maria si fidanzò qui col duca di Edimburgo. Ibsen vi terminò “Gli Spettri” nel 1881. "Turna a Surriento" venne cantata qui per la prima volta nel 1902 per il presidente del Consiglio Zanardelli.
Tra le due guerre, Francesco Saverio Nitti, presidente del Consiglio del Regno d’Italia, scendeva spesso qui con la famiglia perché era divenuto amico dei proprietari. Era l’albergo della nobiltà, che arrivava da tutt’Europa, accolta dalle feste di gran gala sulla terrazza a picco sul mare e lanciata sul Golfo di Napoli. Requisito durante il secondo conflitto mondiale come tutti gli alberghi sorrentini, conserva la bonaria struttura ottocentesca, rivista dopo il terremoto del 1980, e spazi interni con linearità novecentesca e arredati con pezzi d’epoca.