E’ uno dei dolci più famosi nel mondo. Ma chi l’ha inventato? Ce lo racconta Carlo Campeol, titolare delle Beccherie di Treviso.
“Nel trevigiano, è sempre esistita la tradizione di utilizzare savoiardi, tuorlo di uova fresche, mascarpone, zucchero e caffè per preparare qualche cosa di corroborante da servire a metà mattinata o a metà pomeriggio a persone anziane e bambini.
L’idea di unire tutti gli ingredienti aggiungendovi il cacao nasce invece alla fine degli anni Sessanta del Novecento a mia madre, Alba di Pillo, e a un giovane cuoco, Paolo Linguanotto, appassionato di arte pasticcera a quei tempi in forza alle cucine delle “Beccherie” di Treviso.
Caffè leggero (di còcoma - caffettiera) per affogare i savoiardi distesi, poi in un piatto e ad unire i biscotti una farcia di crema al mascarpone.
L’operazione, ripetuta su due strati, termina con una spolverata di cacao e il Tiramisù è pronto.
La ricetta originale non prevede l’utilizzo di alcun liquore in quanto, come da tradizione, il composto era destinato a bambini e anziani.
Il nome accattivante e la semplicità di preparazione sono stati i motivi della sua incredibile affermazione a livello internazionale.
Il luogo di “nascita” viene storicamente confermato da uno scritto del gastronomo Giuseppe Maffioli nel suo saggio “La cucina trevigiana”; si risale invece alla data di nascita dal fatto che in un elenco di dolci redatto sempre da Maffioli nel libro “Cucina di Marca”, edito da Fernando Raris alla fine degli anni Sessanta, non viene ancora menzionato il nome “Tirame-su”: il dolce, infatti, non esisteva ancora ufficialmente; solo qualche anno più tardi il “Tiramisù” cominciò a essere servito alle tavole delle Beccherie di Treviso”.