Istituzione e salotto delle idee di Ascoli, per anni fu sede del sodalizio detto “Senato”, che riuniva i notabili della città. Re Vittorio Emanuele lo visitò in incognito nel 1908 e 1910 per acquistare la celebre Anisetta e concesse il titolo di “Fornitore della Real Casa”. Mascagni avrebbe iniziato qui a scrivere l’opera “La Lodoletta”. Il pittore Guttuso, negli ultimi mesi della Seconda Guerra, vi progettò la rivista “L’Orsa Maggiore”. Sono passati Stuparich, Zandonai, Badoglio, Sartre, Hemingway e Trilussa che, goloso dell’Anisetta, scrisse “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”.
Creatura straordinaria di Antonio Pedrocchi e dell’architetto veneziano Jappelli, ha l’imponenza di un tempio, con le magiche sale greca, romana, ercolana, rinascimentale, moresca, egizia e “Rossini”. Da sempre è il centro culturale, politico, universitario, scientifico, giornalistico e nobile patavino. Nel Risorgimento, fu sede ideale degli studenti-patrioti. Vi hanno fatto sosta tutti i Savoia, Carducci, Giacosa, la Duse. Ancora oggi, è promotore di un’intensa attività culturale. Nelle sale superiori, aperte nel 1842, accanto al piano nobile, c’è il Museo del Risorgimento.