Al Caffè Fiorio di Torino, circolo dei conservatori di ferro, il 18 marzo 1821, tentarono di convincere l’inserviente dello speziale di corte ad avvelenare la medicina di Carlo Alberto di Savoia, che era appena stato nominato Reggente e aveva promulgato la Costituzione.
Carlo Alberto di Savoia, ogni mattina, prima delle questioni di Stato, chiedeva ai consiglieri che cosa si dicesse al Fiorio, perché era il circolo dei più influenti conservatori di ferro, come Prati, Collegno, Balbo, Lisio, Santarosa, per i quali la libertà era una lenta conquista civile a cui bisognava allenare il popolo perché non la sciupasse. Lo frequentarono Cavour, Rattazzi, D’Azeglio. E ancora oggi quelle sale, magnificamente restaurate, raccolgono i segreti dei gelati più famosi di Torino, amatissimi da Nietzsche.